30 lug 2010 L’ultimo recensore
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Giovedì 26 luglio 2010 Athos Enrile scrive nel suo BLOG

Chissà come si muove un recensore di “mestiere” ?!
Esisteranno sicuramente delle linee guida da cui scostarsi, poco o tanto, a seconda della voglia di lasciarsi andare?!
L’ascolto di un lavoro musicale equivale per me a un viaggio con la mente, con spazi temporali enormi che si dilatano e si rimpiccioliscono in un secondo. Riaffiorano mille ricordi, immagini e aneddoti, e spesso i suoni diventano un veicolo per superare ogni tipo di confine.
Non posso non parlare di “Apres Midi – Ormeggiando” di Tony Pagliuca, senza spendere qualche parola su ciò che hanno rappresentato per me le ORME, a inizio anni settanta.
Ricordo perfettamente il momento in cui entrai in contatto con “Collage”, con la sua particolare copertina, e con quella musica così differente da quella delle “vecchie ORME”. Non voglio fare graduatorie di merito, peraltro opinabili, tra i gruppi dell’epoca, ma da sempre considero “Collage” il primo atto del prog italiano.
Non è cosa da poco… è storia musicale, la nostra storia musicale!
Pochi giorni fa ho letto su “contrAPPUNTI”, il trimestrale del CSPI, un’intervista in cui Aldo Tagliapietra affermava che la vera anima prog del gruppo era quella di Pagliuca, ovvero di quel tastierista, veneto d’adozione, che nel 1979, con “Florian”, provocò il cambio di rotta, verso strutture classiche e acustiche inusuali, per il gruppo e per il suo seguito.
Ma la vita ci cambia in ogni rappresentazione del quotidiano, così come cambia il contesto, e ci ritroviamo costantemente tesi verso nuovi progetti. Sarà brutto quel momento ( e prima poi arriva, inesorabile) in cui verrà a mancare la voglia di progettare!
Mi ritrovo ora in mano questo “Apres-Midi….” dopo svariati ascolti, il primo dei quali in estremo relax, completamente isolato, con le cuffiette, davanti alle onde del mare.
La sensazione è quella di un ritorno alle radici, all’essenza, al punto di partenza, e forse ancora oltre.
Un album (bello chiamarlo così!) con un unico protagonista, il pianoforte di Tony Pagliuca.
Ma i tasti non si muovono da soli e il pianoforte non ha idee, ma va “alimentato”.
Ho provato a immaginare lo sforzo enorme che portò, molti lustri fa, all’elaborazione di “Collage”, rendendolo un prodotto progressivo, pieno di innovazioni, di mix tra classico e rock, di assimilazione di messaggi d’oltremanica… avanguardia pura.
Ora, parte di quei brani (un terzo dell’album) sono riproposti nella veste più essenziale, in una composizione musicale complessa, che richiede una buona dose di attenzione d’ascolto.
Sono dodici i brani, tutti realizzati in studio, con l’eccezione di “Aliante”, derivante da una fortunata performance dal vivo.
Lavoro enorme, durato tre anni, con la supervisione di Giampiero Reverberi.
Spesso chiedo ai musicisti che incontro, quale sia l’importanza dei testi in ciò che realizzano, e ricevo sempre versioni contrastanti. Quasi tutti i brani di “Apres Midi…” erano in origine provvisti di liriche e ora hanno subito una sorta di trasformazione, che però non le rende copie, ma piccoli gioielli originali che brillano di luce propria, e le immagini che ne derivano lasciano senza respiro, forse non tutti, ma di sicuro chi possiede sensibilità e virtuosismo d’animo.
Non mi è chiaro se esista un filo conduttore esplicito (ovviamente esiste per l’autore che possiede il link tra tutti i brani) ma mi piace soffermarmi sul titolo e immaginarne un possibile significato.
“Apres Midi” è un termine francese che indica il pomeriggio … la seconda parte attiva della giornata.
Forse la proposta di Pagliuca, frutto di grandi sacrifici, è la sua seconda “faccia” artistica, quella che gli si addice in questa parte di vita, e che proseguirà, magari in attesa di una terza fase che potrebbe essere “la nuit”, ancora tutta da scoprire.
E “ormeggiando”, riflettendo, aspettando i frutti del presente, si può pensare al futuro, a quel progettare a cui accennavo prima.
Bellissima la copertina( Canzoniere notturno) del compianto Walter Mac Mazzieri, colui che mise la firma su “Uomo di Pezza”: lacrime sulla maschera di luna, umana, oscura, che naviga romanticamente in gondola, osservata nel suo incedere dalla forza della natura che imbriglia la luna stessa … quella vera.
Anche io sono rimasto “imbrigliato “ nell’ascolto dei brani.
In alcuni momenti l’emozione è risultata talmente forte da commuovermi, essendo io incline a lasciarmi guidare dai miei sentimenti più forti, o deboli, a seconda dei punti di vista.
Forse tutto ciò condiziona il mio giudizio, perché, anche questa volta, non sono stato capace di far prevalere gli elementi oggettivi, dal momento che Tony Pagliuca mi ha “tirato fuori” parte della mia vita.
Non credo possa essere considerato un disco per tutti, perché è un CD su cui non si arriva per caso, ma lo si deve ricercare e volere con forza, e non tutti sono disposti a soffrire, gioire, riflettere e ricordare, ascoltando immagini in musica.
Mi piace sottolineare il titolo dell’ultimo brano, “Collage”, cioè quello con cui , per me, tutto iniziò e che ora ha il compito di cesellare questo sogno musicale.
Promuoverò in tutti i modi possibili, questo incredibile “Apre Midi- Ormeggiando”, e ringrazio a nome di tutti gli amanti della buona musica Tony Pagliuca, per il regalo inaspettato.

30 giu 2010 Apres Midi è in rete , Apres Midi è a rate!
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Marco mi scrive:
APRES MIDI……ANZI APRES EMULE!!!
CARO TONY, IL TUO DISCO E’ FINITO DANNATAMENTE IN RETE.
IO NON SO’ COSA NE PENSI TU, MA
QUESTO FATTO DI BUTTARE IN PASTO A TUTTO IL MONDO UN CD
ATTRAVERSO I PEER TO PEER, MI SEMBRA ALLUCINANTE.
MA INSOMMA, QUI SI PASSA DA UN ESTREMO ALL’ALTRO SENZA RITEGNO.
C’E’ CHI SPECULA SUI CD VENDENDOLI A CIFRE ESAGERATE,
E CHI SCARICA TONNELLATE DI ROBA PROTETTA DA COPYRIGHT, GRATIS.SEMBRA NON ESSERCI UNA VIA DI MEZZO.
DA UNA PARTE POTREBBE ESSERE UNA LEZIONE AI DISCOGRAFICI DISONESTI, MA DALL’ALTRA E’ SVILENTE PER L’ARTISTA
CHE VEDE LA SUA OPERA RIMBALZARE DA UN ANGOLO ALL’ALTRO DEL PIANETA SENZA PERCEPIRE NULLA.
SE POI CI VEDIAMO IL LATO PROMOZIONALE, ALLORA SIAMO OTTIMISTI, PERCHE’ IN FONDO LO E’ UN MEZZO PROMOZIONALE.
SE CI PENSI, IL TUO DISCO LO POSSONO ASCOLTARE IN TUTTE LE PARTI DEL MONDO, MA E’ IL METODO SBAGLIATO, IL CONCETTO DI GRATIS.
INSOMMA, ALTRO CHE SIAE O DIRITTO D’AUTORE, QUI ORMAI NON SI GARANTISCE PIU’ NIENTE.
EPPURE, NOI TUTTI PAGHIAMO PROFUMATAMENTE LA SIAE PER PROTEGGERE L’OPERA,
MA A QUESTO PUNTO NON SO’ A COSA SERVA PIU’ LA SIAE AI MUSICISTI.
CHI FA’ MUSICA E FILM E’ PENALIZZATO PERCHE’ LA SUA OPERA E’ SMATERIALIZZATA DIGITALMENTE E QUINDI BUTTATA IN RETE.
BUONANOTTE AI SUONATORI!!!

Ricevo oggi questa mail , che a dire il vero non mi sorprende, aspettavo il fatidico momento che Apres Midi sarebbe diventato merce di scambio su EMULE . Certo è una conferma che non fa esultare. Soprattutto se si ascolta in Mp3 perché dischi acustici ne perdono tantissimo in qualità sonora.
Le persone che mi sono vicine sanno che Apres Midi è un disco completamente autogestito, registrato in tre anni di lavoro e pubblicato con i sacrifici miei e di tutta la mia famiglia. L’amarezza di Marco è condivisibile, ma questo tipo di problemi si risolveranno più avanti nel tempo perché siamo in una fase di passaggio. Internet ha portato grandi benefici , direi che è stata la prima grande rivoluzione mondiale senza spargimento di sangue, ma con conseguenze inimmaginabili. Infatti il cambiamento è ancora in atto ed è ancora da catalogare e riordinare. Manca tutta la nuova legislazione e tra queste quella che tuteli il diritto di autore. Gli interessi economici delle grandi compagnie collegate alla rete sono imprevedibili e forse rimandano i problemi fino al giorno in cui sulla terra e in ogni abitazione ci sia almeno un computer. Da quel giorno in poi fioccheranno leggi e leggine che regoleranno ogni traffico.
Nel frattempo sono arrivate le preziose amicizie trovate o ritrovate in rete, tante persone per bene con cui ho allacciato un rapporto amichevole. Molte di queste sono appassionate di musica (dei veri cultori ) altri sono fans delle Orme , altre sono arrivate da mondi musicali lontani e tutto grazie a internet che mi ha dato l’opportunità di far conoscere la mia musica e in particolare Apres Midi.
Recentemente ho raccolto testimonianze singolari: Un ragazzo ospite in comunità, con il vezzo di duplicare copie quando ha ascoltato Apres Midi e affascinato anche dalla copertina si è rifiutato di duplicarlo, mentre un altro con problemi economici mi ha chiesto di poterlo pagare più avanti quando riceverà il prossimo stipendio! Un altro si è fatto carico di acquistare 20 copie per regalarle ai clienti affezionati del proprio negozio . Ecco sono anche queste le persone che unite a tutti gli amici vicini che mi danno la forza per andare avanti e credere che la musica è forte come l’amore e supera qualsiasi ostacolo.

27 giu 2010 Apres Midi è sempre più intrigante
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Tony Pagliuca, storico tastierista delle Orme, già da tempo si dedica ad un progetto speciale: la rivisitazione dei grandi classici delle Orme in versione per piano solo.
E’ nato così Apres Midi, un vero e proprio album in cui Pagliuca si diverte a giocare con i temi principali dei maggiori successi della band. Il tutto sotto la supervisione del maestro Gianpiero Reverberi, che già giocò un ruolo fondamentale nella realizzazione degli album delle Orme.
Il progetto di piano solo è stato presentato in questi mesi anche dal vivo, come a novembre 2009 nella rassegna di piano solo Piano Hour (ideata da Ernesto De Pascale e realizzata a Firenze da Musicus Concentus) durante la quale è stato registrato dal vivo uno dei brani del disco, Aliante.
Come non riconoscere dietro la nuova veste acustica le armonie indimenticabili di Gioco di Bimba, Collage, Cemento Armato, Era Inverno. La forza e l’irruenza originaria del trio in questo disco vengono meno, a favore di una dimensione dolce, essenziale, classica dei brani. Gli arrangiamenti sono realistici e veritieri, nella misura in cui ciò che si sente in questo album è ciò che può essere eseguito da Pagliuca seduto da solo dietro i tasti bianchi e neri di un pianoforte. Non era facile trasporre i brani in questa veste, ma l’esperimento è riuscito dando luogo ad uno dei capitoli più intriganti della discografia del Pagliuca solista.
Giulia Nuti
il popolo del blues

22 giu 2010 L’artista dell’incredibile
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Dalla rivista Wonderous Stories di Giugno:
Se Santa Rita da Cascia è definita la “santa dell’impossibile”, Antonio Pagliuca da Pescara è probabilmente “l’artista dell’incredibile”. Dal momento del suo ritorno sulle scene nel 2003, l’ex tastierista delle Orme ha infatti dato vita a una serie innumerevole di progetti, sempre spingendo un po’ più in là le sue possibilità tecniche e creative, reinventando e rielaborando i brani storici del suo vecchio gruppo con una forza immaginifica e con una freschezza che i vecchi compagni di avventura hanno stentato e tuttora stentano a ritrovare. In questo senso, Apres Midi suona probabilmente come il punto di arrivo ultimo di questa ricerca, volta ad approdare alla “reincarnazione” vera e propria, come la definisce lo stesso Pagliuca nelle note, di quel repertorio. Nata quasi per caso da una serie di improvvisazioni e di duetti al piano con il sassofonista David Jackson per il concerto del 2006 al Progfest di Verona e per i laboratori musicali di Lecco, l’idea di rivisitare Le Orme al pianoforte ha tenuto occupato Tony per ben tre anni, durante i quali il musicista si è avvinghiato al progetto con la consueta sanguigna tenacia, ma anche con lucida capacità programmatica: fondamentale appare in questo senso la supervisione di Giampiero Reberberi, “quarto uomo” degli album di maggior successo del gruppo veneto. Il risultato è semplicemente straordinario: dall’iniziale Gioco di bimba a Verità nascoste, da Cemento armato a Sguardo verso il cielo, tutti i brani sono riletti e riarrangiati in maniera sublime, raggiungendo una nuova e inedita dimensione espressiva. Sulla punta delle dita poco jazz, Pagliuca non si limita a trastullarsi con i brani, ma li traslittera con un rigore e una coerenza encomiabili verso uno stato “altro”, che dal fuoco sacro degli originali approda all’aerea e inafferrabile magia di queste nuove incarnazioni. Da non perdere per nessun motivo al mondo.
Paolo Carnelli.

26 mag 2010 Ormeggiando: Reverberi di List, Nyman…
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‘Apres Midi Ormeggiando’: il nuovo album di Tony Pagliuca
L’ex Orme arriva con un cd solista. Uno stile che ricorda Nyman, una genuina nota di semplicità pop. E un titolo tanto emblematico quanto suggestivo
Perdere le tracce delle Orme. Possibile, soprattutto dall’inizio del 2010. A gennaio si rompe il sodalizio tra Michi Dei Rossi e Aldo Tagliapietra, con il primo che continua ad utilizzare il nome originario della band (quante volte – dalle nostre parti – abbiamo già sentito questa storia), mentre il secondo gira piazze e teatri con l’Ad Gloriam Tour.
Il terzo fondatore storico, Tony Pagliuca, non ha più nulla a che spartire con i vecchi compagni dagli anni Novanta eppure, nel corso della sua produzione, si è sempre – più o meno – riferito a quell’esperienza. D’altra parte il sound delle Orme, nei 70’s, si è coagulato intorno alla voce di Tagliapietra, il drumming esuberante di Dei Rossi e le tessiture tastieristiche di Pagliuca.
Abbandonati Hammond, Moog e Mellotron, Pagliuca riscrive e ripropone gli highlight dell’ensemble veneto con un cd per pianoforte solo dal titolo tanto emblematico, quanto suggestivo: Apres Midi, ormeggiando (Familyarti-Mousemen, 2010).
Si tratta di un lavoro di estrema godibilità, ben guidato dalla supervisione di Gian Piero Reverberi e che restituisce all’opus ormistico una luce più nitida, grazie all’azione chiaroscurale del pianoforte. Se, talvolta, l’impianto rock di tali canzoni mostrava il lato debole dei tratti compositivi; ora la scrittura pianistica lascia emergere quella genuina nota di semplicità pop, da sempre tratto distintivo (e positivo) delle Orme.
Da non sottovalutare alcune colorazioni timbriche, netto rimando al retaggio classico mai smentito da Pagliuca. Gioco di bimba viene ri-creata attraverso il cliché del tema con variazioni; l’inizio di Aliante ricorda certe inquietudini umorali ottocentesche – da grave ad acuto – rintracciabili nel Liszt della Dante Sonata; una vaga essenzialità impressionistica pervade Immagini.
E poi ancora: bassi al gusto di preludio (Verità nascoste), finali ipercinetici alla Nyman (Se io lavoro), spunti melodici che valgono l’improvvisazione controllata (Aspettando l’alba) e piaceri contrappuntistici (Cemento armato e Collage).
Meno convincente l’approccio staccato per La fabbricante d’angeli (che poi riprende quota appena parte il “canto”), Era inverno (l’attacco ad accordi pieni scompensa il buon sviluppo graduale del brano) e Sguardo verso il cielo. Più che una questione di gusto, di interpretazione.
Riccardo Storti

07 mag 2010 Dopo l’Irpinia: Apres Midi
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Ricordo sempre Tony Pagliuca nel 2004. Un concerto in Irpinia: una pessima performance da solo, un efficace fermo-immagine di un musicista alla ricerca. Di sè, di un nuovo senso artistico, probabilmente di una nuova direzione esistenziale. Da allora Tony ha tastato numerose vie: da solo con suoi brani, come special guest con i Malaavia, con il progetto Re-Collage insieme a Massimo Donà e David Jackson. Cercando e ricercando, Tony ha girato intorno al suo passato, forse temendo di confrontarsi con la sua storia, forse provando ad affrancarsene, probabilmente aspettando il momento opportuno per guardarlo dalla giusta prospettiva.

E quel momento è finalmente arrivato: “Apres Midi – Ormeggiando” è un faccia a faccia del Tony Pagliuca uomo e pianista con il miglior materiale delle sue Orme. Le “sue” Orme: è qui la chiave per comprendere questa operazione, che riprende al pianoforte alcuni dei brani più noti della leggendaria formazione veneziana. Ma c’è un’altra parola che fa da bussola per orientarsi tra i pezzi: “reincarnati”. Tony non rielabora, non riscrive nè riesegue ma reincarna la sua scrittura di un tempo, dunque la rivive, la riporta nella contemporaneità alla luce della sua esperienza, della sua attualità. E se il disco esce in un momento storico critico – quanti album di tributo, di omaggi, di cover stanno uscendo? – è anche vero che si distacca da questo andazzo perchè è un lavoro sentito.

“Apres midi” restituisce all’ascoltatore odierno tutte le caratteristiche e le sfumature della musica delle Orme: le ariose melodie, il gusto per gli sviluppi più minuti ed eleganti, la vivacità e una semplicità che al progressive dell’epoca d’oro tutto sommato mancava. Ottimi esempi di quella freschezza sono “Verità nascoste” e la travolgente “La fabbricante d’angeli”; non mancano ovviamente i grandi classici di “Collage”. In alcuni pezzi è assente un “effetto-sorpresa” (penso a “Venerdì” o “Se io lavoro”), fatta eccezione per “Aliante”, l’esperimento ritmico che Michi Dei Rossi elaborò in “Contrappunti”, e l’accoppiata “Aspettando l’alba”/”Immagini”, che riporta alla luce due momenti importanti ma poco celebrati di “Uomo di pezza” e “Collage”.

Mentre le Orme o ciò che resta di quell’esperienza si muovono tra scioglimenti, azioni legali e discutibili apparizioni televisive, Pagliuca esce limpido con un disco di gran classe.
Recensione di Donato Zoppo
Movimenti Prog